Perché la due diligence ambientale decide tempi e costi

Per una grande impresa che affronta demolizioni, ristrutturazioni o dismissioni in ambito industriale, la due diligence ambientale non è una formalità ma un passaggio strategico che influenza tempi, costi e reputazione. Significa comprendere in anticipo quali materiali compongono strutture e impianti, come gestire correttamente i rifiuti e quali situazioni di potenziale rischio potrebbero emergere. Anticipare le criticità riduce l’impatto su cantiere e territorio, tutela la sicurezza e consente di rispettare vincoli autorizzativi, ottimizzando allo stesso tempo le scelte tecniche e la programmazione delle attività operative.

Monaci, che da anni supporta grandi imprese, ha maturato un approccio che integra sostenibilità e pragmatismo. La fase di analisi preliminare permette di impostare una gestione efficiente dei materiali da risulta e dei rifiuti, definendo con precisione la catena operativa, dallo smontaggio selettivo allo smaltimento, fino al recupero delle frazioni idonee. In questo modo si evitano colli di bottiglia in corso d’opera e si garantisce la continuità del cantiere, anche in contesti sensibili o densamente urbanizzati, dove pianificazione e controllo sono essenziali per ridurre l’impatto ambientale.

DDA operativa: dal piano di indagini ai controlli in campo

Una DDA efficace nasce da un piano di indagini che definisce numero, tipologia e ubicazione dei campionamenti, insieme al set analitico di riferimento. Le attività includono la caratterizzazione del suolo, il censimento dei rifiuti e l’analisi dei materiali presenti in strutture ed edifici, così da individuare eventuali sostanze pericolose. Le analisi chimiche sono affidate a laboratori certificati, con rilascio di certificati e rapporti di prova a supporto delle decisioni. Scoprire a posteriori criticità come la presenza di amianto significa rallentare i lavori e dover introdurre interventi integrativi costosi e complessi.

Per questo Monaci raccomanda di svolgere la